Smagliature: tecnologia made in USA per uno studio tutto italiano

Approvato anche dalla FDA l’uso del laser frazionale non ablativo 1540 nm per il trattamento delle smagliature, con risultati che si mantengono nel tempo.

Le smagliature, dette anche striae distensae, striae atrofiche o striae rubrae, sono antipatici inestetismi che insorgono in persone costituzionalmente predisposte in seguito ad aumento di peso, cambiamenti ormonali (adolescenza, gravidanza), malattie endocrine (sindrome di Cushing), eccessiva trazione dei tessuti (alcuni sport).

Da sempre il loro trattamento costituisce una sfida per medici e pazienti. Uno studio tutto italiano, condotto dai medici del GIST, ha permesso di ottenere l’avvallo del più severo organismo di controllo americano, l’FDA, per il loro trattamento con risultati esaltanti che possono portare, in caso di trattamento precoce, alla loro totale scomparsa. Il trattamento consiste nell’applicazione della luce a infrarosso del laser frazionale sull’area affetta per un massimo di 4/5 sedute con cadenza mensile.

La terapia, come dimostrato da studi fotografici e istologici, porta nei tre mesi successivi alla produzione di nuove fibre collagene che vanno a colmare le “lacerazioni” cutanee tipiche di questo inestetismo. I risultati sono quindi visibili nei mesi successivi il ciclo di sedute e si mantengono inalterati nel tempo.

Importante precauzione è non trattare i tessuti abbronzati e non esporre al sole l’area per almeno 1 mese dopo il trattamento. Tra gli effetti collaterali riscontrati più comuni, la pigmentazione transitoria nell’area trattata. Per questo motivo è importante seguire le indicazioni del medico prima, durante e dopo la terapia, che spesso prevedono l’uso concomitante di creme domiciliari.

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